I viaggi del matto
Le relazioni sabbie mobili
Giuseppe Montaldo11-01-2022
Tempo di lettura: 4 minuti
Nei tempi antichi, la Magia ed il Misticismo erano insegnatI simultaneamente e con uguale enfasi nelle Scuole che formavano i Sacerdoti, perché questi due concetti hanno sempre costituito dei Fondamenti estremamente importanti della Scienza Ermetica e continueranno ad esserlo ugualmente nell’avvenire

(Franz Bardon)

Come separarsi da un partner

Le relazioni sabbie mobili

Ho avuto recentemente diversi casi di donne intrappolate in relazioni da cui non riescivano a uscire.

Dietro c’è quasi sempre un uomo che crede di essere molto forte!

Ma ricordate, donne, la vera forza è femminile!


È la forza debole (solo apparentemente) della fisica quantistica. La forza di chi sa gestire impatti emotivi molto forti senza perdere la padronanza di sé.

Mi rivolgo alle donne non perché mi sto schierando da una parte ma solo perché i casi che mi capitano riguardano per il 90% donne. È chiaro poi che possono esserci anche casi perfettamente simmetrici. Dipende sempre dall’equilibrio dei due emisferi cerebrali. Quello razionale è il più pericoloso perché la teoria non è trasformativa finché non è diventata comprensione profonda del male che si sta vivendo.


Le donne sono più sbilanciate, in genere, verso il lato emotivo e questo rende loro difficile mantenere freddezza e lucidità mentale in situazioni di stress e forti cariche emotive.

Gli uomini invece hanno una diversa energia e tendono a tagliare le emozioni. Questo non è una cosa positiva; le emozioni vanno sempre vissute altrimenti si resterà sempre bloccati perlopiù nell’illusione di essere forti del tipo ‘mi spezzo ma non mi piego’.

Ritornando alle sabbie mobili mi stanno capitando sempre più casi di questo tipo.


Gli ultimi due sono recenti come questo che ho vissuto in una delle ultime costellazioni.

Una donna sta in una ‘relazione-non-relazione’. Lei vorrebbe rompere il cordone ombelicale ma non riesce a tagliare il legame. Non riesce ad affrontare l'uomo di turno che la tiene legata. A parole lei dice che è decisa ma, di fronte a lui, diventa muta. La gola si blocca totalmente. Vediamo come procede la costellazione (ovviamente la causa è sempre il vuoto del padre).

La sua rappresentante riusciva a guardare in faccia il suo carnefice però, appunto, non riusciva a esprimere le parole che io le suggerivo. Le metto il padre alle spalle e acquisisce un po’ di forza ma non abbastanza. Allora la faccio girare verso il padre e, dopo un po’ di tempo e uno scambio anche verbale qualcosa si scioglie. Lei si sente più leggera e più forte. Le faccio dire la fatidica formula:

  • Caro …..
  • ti ringrazio di tutto quello che mi hai dato
  • mi assumo la mia parte di responsabilità di ciò che non è andato fra noi
  • ma ora ti libero e ti lascio andare (con amore)
  • e io mi libero e vado per la mia strada”

Inutile dire che lui la guardava con strafottenza come le dicesse: tanto non ci riesci.

Gli metto dietro entrambi i genitori ma lui ha una reazione che non avevo mai visto in una costellazione: si mette a spingere i genitori con le spalle fino a schiacciarli contro la parete.

Faccio visualizzare il cordone ombelicale alla rappresentante e mi dice: “Tagliato”

Ma il lavoro non finisce qui. Faccio uscire la rappresentante e faccio entrare la interessata.
Lei è decisa ma non riesce a ripetere le frasi rituali. Lo guarda ma anche lei ha la gola bloccata.

Passa un po’ di tempo e le dico: chiudi gli occhi e fa tre respiri profondi.
Quando riapre gli occhi dice: “sono pronta” e riesce a ripetere le fatidiche frasi.

“Guarda il cordone” le dico. “È tagliato mi risponde.”

Non vi dico la faccia di lui ma potete immaginarvela. Ha proprio cambiato espressione.
Invece lei si è letteralmente trasformata. La faccia con cui era arrivata e che è rimasta oscura tutto il tempo si è letteralmente illuminata e lei se ne andata come fosse un'altra persona.


Ecco questo è un piccolo esempio di come funzionano le costellazioni familiari.

È evidente che l’energia che si è mossa durante la costellazione avrà effetti molto concreti nel futuro di entrambi i partner anche perché, quando cambi tu, cambia tutto il mondo attorno a te!


L’altro caso è un po' diverso ed è sempre collegato al vuoto del padre.

L’elemento comune:è: "sono in una relazione in cui non c’è più niente da condividere ma non riesco a uscirne perché sono gelosa della futura partner di lui".

È evidente l’eredità paterna e questo caso è stato vissuto anche da donne che hanno chiuso la relazione. 


Un’ultima osservazione.

Tutto ha origine dalle memorie emotive conseguenti, nella maggior parte dei casi, al rapporto con i nostri genitori e in queste memorie c’è ancora molto spesso rabbia (ovviamente repressa) che si è trasformata in risentimento e rancore.

Per poter fare pace con i nostri genitori, e quindi con noi stessi, dobbiamo pensare che la rabbia non è rivolta contro di loro se non solo apparentemente. La rabbia, come anche altri vissuti emotivi, la possiamo considerare come una memoria che portiamo dentro il nostro corpo-mente.
Liberare la rabbia quindi è un lavoro che si fa all’interno di se stessi. I genitori non sono entità esterne ma totalmente interiorizzate ed è li che dobbiamo lavorare. Loro possono essere scomparsi, assenti lontani per cui le memorie dobbiamo liberarle dentro di noi.
E io continuo a chiamarli: ‘Lutti non elaborati’ né più e né meno dei lutti riguardanti le morti vere. Perché tutto è sempre e solo dentro di noi.

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