Blog: L’arte della trasmutazione mentale
Non si possono dare facoltà a un essere umano: si possono soltanto far sviluppare quelle che già ci sono in lui
Giuseppe Montaldo12-02-2021
Tempo di lettura: 2 minuti
Guarda dentro di te, Sagredo, ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la verità ed è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai

(Giordano Bruno)

L’arte della trasmutazione mentale

L’arte della trasmutazione mentale ci insegna la presenza
 
“Non si possono dare facoltà a un essere umano: si possono soltanto far sviluppare quelle che già ci sono in lui e che non si sviluppano spontaneamente a causa degli ostacoli esteriori e interiori che incontrano. La presenza è il primo passo per il nostro riconoscimento spirituale.”  (Rudolf Steiner)

Che cos’è la trasmutazione mentale?

Noi sappiamo che i pensieri sono spesso vorticosi e difficili da dominare.
Non solo ma a volte ci condizionano talmente tanto che non riusciamo a trovare il modo di venirne a capo
L’arte della trasmutazione ci può insegnare a governare i nostri pensieri e a prendere da loro le giuste distanze

Come possiamo imparare l’arte della trasmutazione?

Ti insegno un primo approccio facile da capire e da mettere in pratica.
Segui con molta attenzione il ragionamento perché è più semplice di quanto possa apparire inizialmente.

Partiamo facendo alcune ipotesi:
  1. i pensieri che circolano nella nostra testa sono qualcosa che esistono indipendentemente da noi; cioè̀ esisterebbero anche se noi non ci fossimo.
  2. Spegniamo un interruttore e ’addormentiamo’ la nostra coscienza.
  3. Per la prima ipotesi i pensieri esistono comunque ma noi non li vediamo
  4. Immaginiamo che siano impressi in una sorta di schermo. Quando risveglio la mia coscienza rivedo questo schermo.
  5. Adesso facciamo il processo contrario: anziché́ spegnere la mia coscienza spengo lo schermo.
Conclusione
L’arte della trasmutazione consiste nella nostra capacità non solo di accendere e spegnere lo schermo ogni volta che vogliamo ma anche di scriverci sopra ciò che noi vogliamo, non ciò che vogliono i pensieri.
È chiaro il potere che deriva da questa considerazione?
  • Nel primo caso siamo noi che pensiamo.
  • Nel secondo caso sono i pensieri che agiscono indipendentemente dalla nostra volontà̀. È come se noi fossimo ‘assenti’ e dessimo loro il nostro potere.
  • Nel primo caso siamo noi che agiamo il pensiero. 
  • Nel secondo caso semplicemente pensiamo qualcosa che possiamo definire già̀ pensato da altri e da noi solo rimasticato

Il potere della nostra mente, il potere della trasmutazione mentale consiste nell’imparare a vedere questa differenza.
  • Imparare a pensare con la propria testa
  • Distinguere il pensare dal pensato
«L'Io che l'uomo dice di essere non può essere l'Io, se non nel pensiero vivente: ancora da lui non conosciuto. Egli conosce solo il pensato, o pensiero riflesso, ma non sa come lo conosce. Deve prima pensare, per conoscere il proprio pensiero: non conosce il pensare.» (Massimo Scaligero – Trattato del pensiero vivente)

Cosa è il pensare: il pensiero che viene dal nostro centro più profondo (intuito)
Cosa è il pensato: sono gli schemi e le programmazioni che non riusciamo a vedere.

Imparare questa differenza è il primo passo verso ‘la presenza’.

Ma cosa è la presenza?
È accorgersi che esiste qualcosa dentro di noi che va oltre.
Va oltre i pensieri, va oltre le emozioni, va oltre gli attaccamenti.
Riconoscere questa presenza è la prima tappa del nostro riconoscimento spirituale.

Link utili:
https://www.gmontaldo.it/documenti/Franz_Bardon-esercizi_1.pdf
https://www.gmontaldo.it/documenti/Rudolf_Steiner-I_cinque_esercizi.pdf
https://www.gmontaldo.it/documenti/ilpoterediadesso.pdf
https://www.gmontaldo.it/?/2

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