Blog: Covid, destino e libero arbitrio

Covid, destino e libero arbitrio

Ormai è in corso da più di anno una pandemia dovuta al diffondersi di un virus, uno dei tanti derivati dal coronavirus la cui prima versione nacque nel 2003.

Allora ci furono 800 morti. Pochi rispetto a quelli dell’ultimo anno. E questo avvenne perché il virus fu subito individuato e isolato. Cosa che non è successa questa volta dato che la pandemia dura da più di anno e che pare ci siano stati almeno centomila morti, solo in Italia, a causa di questo virus.

È giusto dire che questa esperienza ‘sanitaria’ che sta condizionando pesantemente la nostra vita faccia parte del nostro destino?

Ed è vero che, se l’emergenza sanitaria ha limitato le nostre libertà individuali, gli uomini e le donne hanno reagito in maniere molte diverse fra loro?

Infatti molti, la maggioranza, hanno approvato la limitazione delle libertà mentre una piccola minoranza ha reagito diversamente.

I primi hanno accettato che altri limitassero le loro libertà individuali.

I secondi non lo hanno accettato.

Ma c’è una differenza sostanziale fra i primi e i secondi ed è legata al libero arbitrio: la differenza consiste nel fatto che, nonostante tutti siano soggetti alle stesse limitazioni i primi sono prigionieri mentre i secondi sono liberi.
Tu dirai: ma se le limitazioni hanno colpito tutti come fai a dire che solo i secondi sono liberi?

Perchè la libertà non è un qualcosa che dipende da ciò che accade intorno a te ma da come e cosa vivi all’interno della tua coscienza.

La vera libertà è la capacità di essere se stessi, di essere ciò che si è veramente.
Solo chi è capace di ascoltare la propria guida interiore è libero. La libertà è uno stato di coscienza. È la capacità di riconoscersi e di superare il dualismo. Chi arriva a questa consapevolezza non si fa condizionare da ciò che avviene intorno a lui e, anche se questo non gli piace, lui lo considera un’opportunità, un’occasione di evolvere andando incontro al proprio destino.
Questo è per me il vero libero arbitrio: avere compreso l’impermanenza e la labilità della materia e la capacità di considerarla solo un campo di esperienze, quelle esperienze che devo attraversare per percorrere la mia strada .

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