È meglio guarire o prevenire

La malattia è lo sforzo che fa la Natura per curare l'uomo. (Carl G. Jung)

  • 24-03-2019
  • Giuseppe Montaldo

È meglio guarire o cercare di non ammalarsi?


Se abbiamo avuto delle malattie, più o meno gravi, e siamo guariti, la guarigione può essere stata ‘consapevole’ o ‘inconsapevole’.

Consapevole significa che abbiamo trovato le cause profonde della nostra malattia e questo può preservarci dalle ricadute e recidive.

Se la nostra guarigione è stata inconsapevole, allora è probabile che ci saranno delle ricadute.


Cerco di spiegare perché.

Nel mio libro “I viaggi del matto” al capitolo ‘Ascoltare il corpo’ scrivo:

“Tutto ciò che ci accade, ci costringe sempre a trovare una reazione di sopravvivenza. La nostra guarigione non dipende da quello che ci accade ma dipende da come noi reagiamo a ciò che ci accade.”

Il modo in cui noi reagiamo si chiama ‘risentito’.

Nel momento in cui un evento provoca dentro di noi una reazione emotiva conflittuale si può innescare un risentito. Questo risentito è ciò che provoca la D.H.S. (sindrome di D. Hamer).

La D.H.S. è una reazione di sopravvivenza che il nostro cervello attua secondo programmi biologici che hanno lo scopo di preservare la vita.


Sentite cosa afferma Salomon Sellam nel suo ‘Origine e prevenzione delle malattie’:

“E insisto ancora sul risentito e non sul vissuto, criterio fondamentale in biologia. È unicamente questo risentito specifico per ogni individuo a designare tramite la sua trasposizione al livello del corpo l’organo metabolizzatore dello stress. Due persone possono avere un vissuto identico ma risentiti diversi.” (Salomon Sellam)

Possiamo evitare che il risentito provochi una reazione biologica che poi crea la malattia?

Sicuramente è possibile. A quale condizione?

Sempre la stessa:

«consapevolezza nel riconoscere e vivere le emozioni senza farsi destabilizzare»


Tornando al concetto ‘non è quello che ti accade ciò che ti fa male ma solo il tuo modo di reagire’ possiamo capire che questo il primo messaggio da metabolizzare.

Il secondo è come riconoscere e vivere l’emozione. Certo questo non è facile. Ma, se si ha il coraggio di esercitarsi, col tempo e la pazienza, ci si può riuscire.

Qui entriamo nel tema più generale della gestione e intelligenza emozionale.

E la malattia, quando arriva, vuole insegnarci proprio questo. Infatti la malattia ci manda tanti messaggi. Quello più importante è: perché mi sono ammalato?

Il termine francese ‘maladie’ si può decodificare: ‘mal a dit’


Secondo le ultime scoperte le malattie hanno origine dai nostri vissuti emozionali che provengono da:

  1. Cause transgenerazionali.
  2. Progetto-senso della nostra vita.
  3. La nostra vita fino ai 3-7 anni.

Il filone della decodifica biologica ci insegna che, partendo dal sintomo, possiamo risalire ai nostri conflitti. In questo modo possiamo lavorare per la guarigione.

Il filone della decodifica biologica ci insegna che, partendo dal sintomo, possiamo risalire ai nostri conflitti.

E questa è la strada per la guarigione.

Ma sopratutto può diventare la strada maestra per la prevenzione.

Quindi, se questo è vero, attraverso il riconoscimento emozionale, possiamo evitare di arrivare alla malattia.

Non dimentichiamo le scoperte di Candace Pert:

Le emozioni sono canali energetici che hanno effetti chimici sul corpo 

Sto predisponendo una ricerca sulla nostra capacità di reagire alle emozioni più destabilizzanti.

E preparerò una procedura passo-passo che insegni ad elaborare queste situazioni.

Ancora non so dire come potrebbe svilupparsi questo lavoro. 

Quindi ogni suggerimento è benvenuto.

Grazie










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GIUSEPPE MONTALDO

è ricercatore,
scrittore,
naturopata e ingegnere.
Si occupa principalmente di guarigione emotiva e spirituale.

Gli strumenti di cui si avvale sono:

Vive a Cagliari


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