Introduzione

L’alba di un nuovo mondo è adesso.
Nella nostra voglia di ricominciare.
Il sole sta sorgendo per illuminare una nuova umanità.

  • 17-11-2020
  • Giuseppe Montaldo

Introduzione

 

L’alba di un nuovo mondo è adesso. Nella nostra voglia di ricominciare.

Il sole sta sorgendo per illuminare una nuova umanità. Che inizia la sua seconda vita con un rinnovato principio.

È un nuovo e affascinante viaggio che, tuttavia, inizia dove ci aveva lasciato il matto che ora assume una nuova veste, nel suo infinito percorso di vita, di morte e di rinascita.

La sua nuova veste è la prima lama dei tarocchi e cioè il Mago.

Rappresenta la prima tappa del viaggio iniziatico che tutti percorriamo per compiere il Destino dei Destini.

Ritornare all’origine.

Il Mago è appena nato e ha difficoltà a entrare e a vivere nel mondo materiale. Ha una grande paura di vivere.

È come un bimbo appena nato ed è arrabbiato con la mamma perché l’ha fatto nascere. Perché lui nel grembo materno ci stava bene mentre ora, nella vita, deve imparare a ‘vivere’ e questo gli fa paura. Per questo gli è difficile agire in un ambiente che ‘sente’ ostile’.

Il Mago trova nella natura tutto ciò che gli occorre. Ha tutti i potenziali per esprimere il meglio di se stesso ma non li sa ancora riconoscere e mettere in pratica, per cui li ‘sublima’ con l’inganno rimanendo sempre ai margini dell’azione facendo credere però di essere sempre all’altezza della situazione.

La conseguenza è che, la maggior parte delle volte, non esprime ciò che è ma ciò che gli altri vogliono da lui tradendo se stesso e le persone che in lui avevano riposto la loro fiducia.

In questo modo lui mistifica anche la magia, rendendola sterile.

Ma che cos’è la magia? È qualcosa di reale, tangibile, praticabile, un vero e proprio potere o è solo una parola vuota, astratta, che non ha nessun riscontro nella realtà?

Eppure i maghi sono sempre esistiti. E qualche secolo fa scienza e magia erano due facce della stessa medaglia. Isaac Newton, uno dei più grandi scienziati che siano mai esistiti, è stato definito l’ultimo dei maghi.

Nonostante ciò la parola mago è usata in modo improprio se non abusata.

Ricordate quando ne ‘I viaggi del Matto’ Martina incontra Carlo che in pochi minuti fa ripartire la sua macchina che era rimasta in panne? “Mah! Lei è un mago”, disse Martina.

Da questo semplice episodio capiamo qual è il significato che noi tutti diamo alla parola Mago.

Molto banalmente, per tutti noi un mago è quella persona che fa cose che a noi appaiono non solo impossibili ma al di fuori di ogni logica di questo mondo.

Un Mago quindi è, in qualche modo, un essere soprannaturale.

Pensate se questa persona potesse spostare con la forza del pensiero un oggetto da un posto all’altro. Sarebbe un Mago per voi? Penso proprio di sì.

Questa definizione è frutto solo dell’ignoranza. In realtà un Mago è colui che sa utilizzare le forze della natura. È evidente che, a chi non sa come agiscono queste forze, certe manifestazioni sembrino vera magia. Salvo quelle che la scienza ha già scoperto e divulgato.

Per cui tutto ciò che vediamo, che per noi non è scientifico, diventa magia.

Probabilmente la scienza è ancora molto limitata, data la quantità di cose che non riesce a spiegarsi.

Magiche sono certe guarigioni perché non rientrano negli usuali schemi e credenze. I medici che non sanno spiegarsele le definiscono ‘remissioni spontanee’. Purtroppo questo è ciò che è stato loro insegnato. Quindi, in un semplice rapporto di causa ed effetto, affermano: “Se una malattia è maligna non può guarire!”.

Un bel sillogismo! Non c’è che dire.

Allo stesso tempo questa remissione spontanea, in realtà è un fenomeno naturale derivante dalle capacità di guarigione del nostro sistema Corpo-Mente-Spirito.

Facciamo un altro esempio.

Siamo nel Medio Evo. Sopra i cieli di Piazza San Pietro appare un oggetto volante. Questo velivolo scende posandosi davanti alla Basilica di San Pietro. Il Papa immediatamente si affaccia e pronuncia davanti a migliaia di fedeli subito accorsi: “Miracolo, miracolo! Dio si è manifestato!”.

Se tutto questo accadesse oggi, nessuno si stupirebbe di nulla. A meno che non scendesse sulla piazza un’astronave a decollo verticale. In questo caso sarebbe un miracolo, una magia anche per noi uomini del ventunesimo secolo.

Quindi, riassumendo, la Magia è la capacità di agire le leggi naturali: mondo minerale, vegetale, animale e umano nella sua unità di corpo, mente e spirito.

Anche se la scienza non indaga oltre la materia, questo non significa che le forze dello Spirito non agiscano nel mondo materiale.

Qualunque tecnologia avanzata non è distinguibile dalla magia. Qualunque intelligenza aliena sufficientemente avanzata non è distinguibile da Dio.” (Arthur Clarke)

Quelle persone che sanno attivare i poteri – che l’Uomo possiede – della mente, dello spirito e del corpo, sono definiti maghi solo da coloro che ignorano questi poteri.

Quando uno scienziato fa una nuova scoperta scientifica, non fa altro che attivare le sue risorse naturali di Mago.

Pensate. Tutti i più grandi scienziati del ‘700 e dell’800, coloro che hanno dato inizio alla scienza moderna, erano dei veri e propri Iniziati, dei geni, dei visionari.

Quindi cosa fa di un uomo un Mago, un Iniziato?

Le scuole iniziatiche e misteriche sono sempre esistite dalla notte dei tempi.

L’accezione più diffusa della parola mistero è ciò che è inspiegabile o inaccessibile alla comprensione, alla conoscenza, alla ragione umana, in quanto ne va oltre... e che quindi costituisce un segreto. Il suo svelamento costituisce al contempo soluzione al problema che il segreto stesso rappresenta e rivelazione per il mistero che racchiude.

Nei tempi antichi le celebrazioni dei riti misterici erano diffuse su tutto il bacino del Mediterraneo; ad esempio in Egitto erano celebrati i Misteri di Iside e Osiride, nella Magna Grecia quelli della scuola pitagorica, a Eleusi quelli di Cerere, Demetra e Persefone, a Creta quelli di Zeus, ad Argo quelli di Hera, a Cipro quelli di Afrodite, in Persia quelli di Mitra.

I riti misterici possono definirsi quei riti particolari di natura iniziatica che offrivano agli iniziandi la possibilità di accedere alla Conoscenza, sia “assoluta”, sia focalizzata su determinati campi artistici o scientifici, alla Verità e, di conseguenza, alla preparazione alla vita dopo la morte.

L’apprendimento di questa conoscenza, che viene comunemente definita esoterica, è un passaggio obbligato per potere diventare dei veri Maghi.

Ma qual è il significato dell’aggettivo esoterico?

Uno dei significati di questa parola secondo alcuni è: “L’esoterismo è da sempre la tendenza ad un insegnamento estremamente riservato, a cui venivano ammessi soltanto alcuni individui che avevano ricevuto una preparazione specifica”.

Secondo me non è solo questo.

«Tutti i grandi Maestri hanno sempre affermato che la verità la trovate solo all’interno di voi stessi. Ricordate che nell’antica Grecia, nel frontespizio del Tempio di Apollo sul Monte Parnaso, stava scritto ‘Gnôthi sautón’: ‘Ti avverto, chiunque tu sia, oh tu, che desideri sondare gli Arcani della natura, se non troverai dentro te stesso quello che cerchi, non potrai nemmeno trovarlo al di fuori! Se ignori l’eccellenza della tua propria casa, come puoi pretendere di incontrare altra eccellenza? In te si trova celato il tesoro dei tesori.’
“Conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei!”»

Ecco, questa è per me la vera conoscenza esoterica: quella che si svela non solo studiando gli antichi misteri, ma anche ascoltando le intuizioni che ci arrivano da dentro di noi. Solo dall’unione di queste due fonti si apprende la scienza più profonda, e solo da qui può nascere nuova conoscenza.

Ma attenzione: la parola conoscenza, in questo ambito, è fortemente limitativa. Un termine forse più esplicativo è la percezione della luce dentro di noi. Quando percepiamo questa luce, nulla ci è precluso e la Magia è solo una conseguenza.

È evidente che non è una conoscenza per tutti.

L’arte della Magia può essere appresa solo da quelle persone che hanno voglia di cambiare strada e di percorrere sentieri non ancora battuti, percorsi nuovi e sconosciuti.

Insomma, è qualcosa per uomini avventurosi che non abbiano paura di mettersi in discussione. Per coloro che credono che l’Uomo non sia fatto solo di materia. Per persone che abbiano il coraggio di smetterla di essere soltanto cognitivi e cerebrali. Per poter riconoscere di essere qualcosa di più, molto di più.

Sembra che oggi le persone ricerchino le verità nella ragione e si siano dimenticate dell’intuito, dell’intelligenza del cuore da cui nasce il vero pensare.

Per questo voglio scrivere questo libro. Perché i Maghi, i veri maghi, non i ciarlatani e i buffoni che stimolano superstizioni e credenze popolari di basso livello, sono sempre esistiti ed esistono ancora oggi. E che la vera magia è un’arte che si svolge al confine dei due mondi perché quello che fa la magia è proprio mettere in comunicazione la terra e il cielo, il mondo visibile e il mondo invisibile.

Le leggi della natura esistono e agiscono in entrambi i mondi. Solo che molte persone credono solo in ciò che vedono gli occhi del razionalismo più deteriore che diventa cerebralità.

A questi io rispondo che chi ha imparato a unire pensiero e intuito non ha bisogno di prove razionali o pseudo-scientifiche. Crede perché ha sperimentato a un altro livello.

Chi invece cerca prove razionali non le troverà mai perché certe cose non sono dimostrabili in una sola dimensione, come vorrebbe la scienza o meglio la pseudo-scienza. La vera scienza è un’altra cosa.

Volete diventare dei veri Maghi? Volete essere protagonisti di nuove conquiste, di una nuova alba per l’umanità?

Continuate a leggere. Le sorprese non mancheranno!

E vi renderete conto che il mondo è pieno di magia e i miracoli accadono tutti i giorni. Bisogna solo imparare a vederli.

Conferenze



GIUSEPPE MONTALDO

è ricercatore,
scrittore,
naturopata e ingegnere.
Si occupa principalmente di guarigione emotiva e spirituale.

Gli strumenti di cui si avvale sono:

Vive a Cagliari


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